Un papà che ci lascia. Tante domande, nessuna risposta.

Non farò nè nomi nè cognomi. Parlerò del dolore, immenso, improvviso per i piu’. E parlerò della sofferenza sommersa e confusa durante giornate uguali, mesi che trascorrono lenti ma scadenzati e che sfociano in un gesto assurdo ma anche liberatorio. Non soffre più’. Infatti, non soffre più’ chi ha deciso di lasciare questo mondo. Ma quanto ha sofferto per decidere di lasciarlo? Quante notti a perdersi in una scelta, in una risposta a domande che risposta non hanno.

Qualcuno un giorno mi parlò del SENSO. Da quel giorno questa parola riecheggia solitaria ma insistente nel mio cervello. E la cosa mi aiuta. A riflettere, sempre e su tutto.
Tutto deve avere un senso. Quando scegliamo di fare un acquisto, di compiere un’azione, di sciogliere un legame , di uscire a cena….Dalle piccole e banali scelte alle più complicate e impegnative…il SENSO ci deve essere.
A volte si fa fatica a trovarlo, perchè il dispiacere prende il sopravvento.
A chi se n’è andato vorrei dire questo: ” Ehi ma io c’ero! Potevi parlarmi! Non ti ho chiesto mai come stai con un’intenzione un pò più profonda, vero? Scema che sono!” – e ancora -” Se solo avessi pensato che saresti arrivato a tanto, mamma mia, se solo avessi per un momento immaginato che un giorno saresti arrivato a tanto…beh anche se non avevamo confidenza , ti avrei parlato, scosso, fatto riflettere”… ma non sarebbe servito a nulla vero?
Quando il mostro divora, lento e inesorabile nulla si può.
Hai pensato che non saresti mai stato all’altezza di una vita normale? Peccato, la normalità è lavoro di tutti per riuscire a sopravvivere.
Hai pensato che niente è mai migliorato e mai sarebbe potuto essere migliore?
Peccato, avrebbe potuto succedere.

E allora cambio rotta e vedo il tuo gesto come una liberazione e penso a quanto sarai quieto ora. Ora che i demoni non si giocano più di te, ora che nella tua mente non si ripropone ossessivo il pensiero dell’impossibilità, del buio, del vuoto, del legno smangiato.
Io sono sollevata al pensiero che ora stai bene. Cerco di appoggiare la tua irrimediabile scelta che solca il viso.
Hai avuto molto coraggio.
Avrai avuto molta paura. Ora non più’.

Lasci il bello e lasci un vuoto che chi ti ha amato non saprà colmare fino in fondo. E chi crescerà nel tuo ricordo sbiadito avrà comunque in sè sempre parte di te. A partire dal sorriso.
Ciao.

Lo dice Laura bhu-m

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