Il mio super potere di mamma?! Fare in modo che Natale sia un momento di pura Magia

gnomi

Natale…ebbene sì! O lo si ama o lo si odia…ma non si può evitare di parlarne.

Certo è che con dei piccoli cuccioli d’uomo in giro per casa, si torna ad amarlo un pochino di più, anche quando ormai si era passati dalla parte del Grinch.

Perché, non so come la pensiate voi, ma io credo fermamente che uno dei miei compiti di mamma sia anche quello di garantire a mio figlio che il Natale sia un periodo di Magia…e con la M maiuscola!

E certo non sto parlando di regali, non è proprio questo che intendo; anche se il riuscire a soddisfare una buona parte delle sue richieste a Babbo Natale scritte con tanto impegno e cura sulla letterina, vedere la sua espressione di felicità e stupore nello scoprire i pacchetti sotto l’albero la mattina del 25 dicembre è qualcosa che mi riempie il cuore di gioia e soddisfazione e mi ripaga di qualsiasi sacrificio fatto. Ma il mio focus non è quello, è piuttosto il tentativo di fargli vivere una parentesi di pura magia. Sono un’inguaribile sognatrice e ancora alla mia veneranda età sento una certa necessità di quel pizzico di magia e poterlo rivivere e condividere insieme a mio figlio lo considero un gran privilegio, tanto che tento di “stiracchiare” questa parentesi nel massimo della durata possibile.

Si inizia con largo anticipo dedicandosi alla letterina, che viene preceduta dalle “stelline dei desideri”. In nostri figli vengono letteralmente bombardati da pubblicità insistenti di giochi di ogni genere e tipo dai primi di novembre, per questo ho pensato di mettere nello stesso periodo appeso in camera sua un tabellone blu, ogni volta che vede qualcosa che desidera molto e che vorrebbe chiedere a Babbo Natale lo scriviamo sul tabellone e ci appiccichiamo vicino una stellina. Quando poi a fine novembre ci dedichiamo a compilare la lettera vera e propria, passiamo in rassegna le stelline dei desideri e facciamo una selezione. Personalmente ho sempre suggerito a mio figlio di fare un elenco di non più di 6 richieste a Babbo Natale, spiegandogli anche che sarà lui a scegliere fra queste quale accontentare e quale no.

Quello della lettera è il primo momento da vivere insieme, di solito o io gli faccio tutta una serie di disegni che poi lui colora oppure ne scegliamo una da stampare e colorare insieme e, nello scriverla facciamo in modo che non sia un mero elenco di desideri, quanto piuttosto un messaggio di affetto per una persona speciale. Si inizia con un “caro Babbo Natale, come stai?” e si finisce sempre con un “Grazie, ti voglio bene”.

E così arriviamo al periodo dell’avvento, che a casa nostra sancisce l’arrivo di un amico molto, ma davvero molto speciale: il nostro elfo Pinocchino. L’idea l’ho rubata alla tradizione americana dell’elf on the shelf (l’elfo sulla mensola) (https://en.wikipedia.org/wiki/The_Elf_on_the_Shelf), ora vi spiego meglio di cosa si tratta.

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Il primo giorno di dicembre Babbo Natale in persona manda uno dei suoi elfi nella casa di un bambino, dove rimarrà fino alla notte della vigilia di Natale con un compito ben preciso: quello di osservare i comportamenti del bimbo durante il periodo dell’avvento. Ogni notte, grazie alla sua magia, l’elfo, che durante il giorno assume l’aspetto di un normalissimo pupazzo, prende vita e torna al Polo Nord a riferire a Babbo Natale se il suo assistito si sta comportando da bravo bambino o se invece fa il monello.

La prima volta che l’elfo si palesa in casa è un momento particolarmente speciale: arriva con una lettera che spiega chi è e da dove arriva e in cui l’elfo chiede di essere “adottato” dalla famiglia che lo ospita, l’adozione diventa effettiva nel momento in cui la famiglia decide un nome con cui battezzare il nuovo piccolo amico così una volta ricevuto il nome anche la sua magia viene attivata. L’elfo prenderà vita soltanto di notte, quando tutti in casa saranno profondamente addormentati e nessuno potrà vederlo o disturbarlo, mentre ogni mattina tornerà ad assumere le sembianze di pupazzo. Vige una sola importantissima regola: nessuno deve toccare l’elfo altrimenti perde la sua magia. La parte più divertente è che l’elfo durante la notte, una volta compiuto il suo dovere di riferire il suo rapporto quotidiano a Babbo Natale, si prende del tempo per divertirsi in casa indisturbato e così succede che ogni mattina lo si ritrovi in un posto diverso, spesso immortalato nel mentre delle più bizzarre attività.

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Si tratta, lo so, di un carico di lavoro extra per mamma e papà, che ogni sera devono aspettare che il bambino si sia addormentato per studiare un nuovo posto dove mettere l’elfo, ma vi assicuro che ci si diverte un sacco e se volete un po’ di spunti carini guardate qui (https://it.pinterest.com/bennybabycakes/the-best-elf-on-the-shelf-ideas/) in più può rivelarsi un ottimo alleato per ricordare ai nostri figli di comportarsi bene e rispettare le regole.

In parallelo al calendario dell’avvento poi, nel tentativo di far passare ai nostri figli il messaggio che Natale è un momento per “donare”, un momento dedicato a coltivare i buoni sentimenti, si può affiancare, sempre che i bimbi abbiamo un’età congrua per poterlo comprendere, un’avvento fatto di piccoli atti di gentilezza (https://en.wikipedia.org/wiki/Random_act_of_kindness).

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Lo si può fare abbinando ad ogni giorno del calendario dell’avvento un bigliettino con su scritto un piccolo gesto gentile che il bambino può fare, nulla di eccezionale eh, bastano cose semplici, come dare una mano alla mamma a apparecchiare la tavola o riservare un abbraccio speciale per i nonni. Sono piccole cose, che riescono però a spostare un pochino l’attenzione del Natale sulla sostanza piuttosto che solamente sul ricevere i doni.

E così (fin troppo velocemente per i miei gusti) si arriva alla vigilia, si passa una serata dedicata alle coccole in famiglia e si va a letto carichi di trepidante emozione in attesa che arrivi il tanto atteso Babbo Natale.

Ora vi lascio, ma la prossima volta vi scriverò qualche altro suggerimento carino per infondere un po’ di magia anche alla notte del 24 dicembre.

santasnck

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